LA CONVERSAZIONE

                                                              LA CONVERSAZIONE
Una buona lettura ad alta voce include le giuste pause (collegate ad un uso corretto della punteggiatura), un tono variabile (quindi diverse note musicali), un volume ben calibrato (da non confondere con il tono), un ritmo piacevole (qua e là pause e silenzi gradevoli), scale di mordente (diversa articolazione degli organi fonatori, bocca, lingua…), un tempo interessante ( velocità di lettura nelle varie frasi o parole), il giusto colore ai brani letti (tradurre in sentimento le parole che leggiamo (ira, allegria etc.).
Quindi una cassetta degli attrezzi che possiamo utilizzare ogni volta che ci capita di leggere in pubblico ma anche di parlare in pubblico e, infine, nelle conversazioni che facciamo ogni giorno con persone diverse.
Un pessimo esempio di conversazione ci viene ogni giorno proposta dai talk show, dove i partecipanti si parlano addosso l’un l’altro con il risultato di renderci incomprensibile il loro pensiero; quello che ci rimane è il loro atteggiamento (ira, rabbia, insulti) desumibili dalle loro espressioni; capite che non possiamo fare la stessa cosa con le persone con cui conversiamo ogni giorno.
Ecco alcune riflessioni ricavate da una conferenza di TED, che riporto perché attinente al nostro BLOG:
“Quando il tuo lavoro dipende da quanto sai parlare con le persone, impari molto sul modo di fare conversazione. La maggior parte di noi non conversa poi così bene. Celeste Headlee ha lavorato come intervistatrice radio per decenni e conosce gli ingredienti per un’ottima conversazione: onestà, concisione, chiarezza e una sana dose di ascolto. In questo intervento illuminante, condivide 10 utili regole per avere una conversazione migliore.
Mai come oggi siamo estremi nelle nostre conversazioni: non ci ascoltiamo.
Ogni conversazione richiede un equilibrio tra il parlare e l’ascoltare ma a un certo punto abbiamo perso questo equilibrio.
I giovani mandano una media di 100 messaggi al giorno; hanno molte più possibilità di scrivere che di parlare faccia a faccia, riducendo sempre più la loro capacità di sostenere una conversazione.
Come sostenere una civile conversazione, considerando che bisogna parlare sia con quelli che ci piacciono sia con quelli che non ci piacciono e con quelli con cui dissentiamo completamente su tutti i fronti.
Come si parla e come si ascolta?
Ci sono molti consigli in giro:
– Guarda la persona negli occhi;
– Pensa in anticipo ad argomenti su cui è interessante discutere
– Guarda, annuisci e sorridi per dimostrare che sei interessato;
– Ripeti ciò che hai appena sentito o riassumilo.
Tutte stronzate! Non c’è nessuna ragione per dimostrare che sei attento se già sei attento!
Imparando ad intervistare le persone si impara anche a migliorare una conversazione, senza annoiarsi, senza offendere nessuno e senza perdere tempo.
                                                                            10 regole:
1. Mentre parlate non fate altre cose (telefono, tablet, chiavi della macchina in mano), siate presenti, non pensate alle liti con i figli o a cosa vi cucinerete per cena;
2. Non pontificate ( se volete affermare la vostra opinione senza ammettere replica, discussione, aprite un blog). Iniziate ogni conversazione pensando che potete imparare qualcosa. Ognuno può essere un esperto in qualche campo;
3. Usate domande a risposta aperta (5 W: Chi, Cosa, Dove, Quando e Perché ) oppure chiedete “come è stato?” ma non “non eri terrorizzato?”, che prevede solo un si o no;
4. Seguite il flusso della conversazione (lasciate andare pensieri che vi vengono in mente perché smettereste di ascoltare; i pensieri devono entrare e subito uscire dalla vostra mente);
5. Se non sapete, dichiarate ciò che non sapete (non esponetevi a dire cose di cui non siete esperti);
6. Non mettete sullo stesso piano la vostra esperienza con la loro (se parlano della perdita di un familiare non raccontate la vostra e se parlano di problemi sul lavoro, non dite che voi odiate il vostro lavoro; non è la stessa cosa, non lo è mai);
7. Cercate di non ripetervi: è paternalistico e noioso (tendiamo a farlo spesso, nelle conversazioni di lavoro o con i nostri figli e, se vogliamo chiarire, ripetiamo troppe volte lo stesso concetto);
8. State lontani dai dettagli (alla gente non interessa, gli anni, nomi, cognomi, date, voi fate fatica a tenerli a mente e a loro non interessa; sono interessati a voi, come siete, cosa avete in comune, perciò dimenticate i dettagli, lasciateli fuori);
9. La più importante: ascoltate (Buddha dice: se la tua bocca è aperta, non stai imparando). Non ascoltiamo perché ci piace parlare; quando parlo ho il controllo, non devo ascoltare ciò che non mi interessa, sono al centro dell’attenzione, posso rinforzare la mia identità. Se non ascoltiamo ci distraiamo; una persona parla al ritmo di 225 parole al minuto ma possiamo ascoltarne, nello stesso tempo, almeno 500, perciò la nostra mente può riempire con quelle 275 parole mancanti; spesso lo facciamo, ma purtroppo parlando contemporaneamente. Bisogna invece ascoltarsi l’un l’altro. Molta gente non ascolta con l’intento di capire cosa gli viene detto ma con l’intento di cercare parole ed argomenti che costituiranno la sua risposta.
10. Siate brevi e siate pronti a stupirvi; tutti hanno qualcosa di incredibile nascosta e non sarete mai delusi.”